Uno spazio inatteso in cui la casualità diventa armonia e la percezione si apre a nuove possibilità.
È una porta che attraversiamo quando indirizziamo la nostra frequenza e scegliamo di entrare in relazione con ciò che ci circonda.
Il ferro, con la sua forza, il peso e la memoria, diventa il centro di questo incontro. L’ossidazione e il tempo ne trasformano la superficie, lasciando emergere tracce e segni che diventano parte dell’opera.
La materia non è più soltanto materia: diventa presenza, energia e relazione.
Il luogo energetico nasce così dall’incontro tra materia e percezione, casualità e scelta, forza e armonia.
Una porta si apre, noi dobbiamo entrare.