La scultura nasce dal recupero di un frammento di cotto antico di origine veneziana, una materia che porta con sé il segno concreto del tempo e la memoria del luogo al quale è appartenuta.
Ritrovato e sottratto al naturale destino della materia dimenticata, il cotto viene riposizionato e trasformato in una nuova immagine d’arte, senza cancellarne la storia. La sua superficie conserva le tracce dell’antica lavorazione, la particolare composizione dell’impasto e quelle imperfezioni che testimoniano la sua origine e il lungo attraversamento del tempo.
È proprio nella materia, nella sua consistenza e nelle sue tracce, che risiede il valore dell’opera: un frammento del passato veneziano che ritorna al presente attraverso una nuova forma.
Il cotto è sostenuto da una struttura in ferro dolce, che ne accompagna la presenza senza sovrastarla, poggiando su una basetta quadrata di 6 × 6 cm.
Quattro gommini trasparenti in silicone, quasi invisibili, separano la base dal piano d’appoggio e garantiscono stabilità, creando al tempo stesso una leggera sospensione visiva.
L’opera diventa così un incontro tra materia, memoria e forma: il ferro appartiene al presente dell’intervento artistico, mentre il cotto custodisce una memoria più antica, riportando alla luce la storia silenziosa di una materia che, dopo aver attraversato il tempo, torna a essere immagine.
